Younes, no al Napoli per la camorra e la povertà? E’ sdegno collettivo

L'attaccante tedesco avrebbe avuto un incontro con dei presunti camorristi e sarebbe stato colpito dalla povertà e dal sottosviluppo della città

Un faccia a faccia con presunti camorristi risalente allo scorso gennaio. Una città troppo “povera e sottosviluppata”: sarebbero questi i motivi per cui Younes, quando ormai mancava pochissimo al suo debutto, dice no al Napoli. A riportare la notizia, che naturalmente ha catalizzato l’attenzione generale in un amen, è il quotidiano olandese De Telegraaf. Sul quale si legge, inoltre, che l’attaccante tedesco avrebbe avuto una brutta impressione anche del centro sportivo di Castel Volturno, ritenendolo quindi non all’altezza.

Come se non bastasse, il giornale in questione afferma che gli incontri fra Younes e Maurizio Sarri sono stati tutt’altro che positivi; il tecnico gli avrebbe detto che non sarebbe stato subito fra i protagonisti in campo ma avrebbe dovuto prima ambientarsi: una prospettiva amara per il giocatore che mirava al Mondiale. Insomma, adesso è in Olanda. E pare stia provando a risolvere il contratto quinquennale firmato con il Napoli. Vorrebbe rientrare a giocare in Germania, ma la cosa non sarà affatto facile.

L’articolo di De Telegraaf relativo a Younes? – ha detto Mattia Grassani, legale del Napoli, parla ai microfoni di Marte Sport Live – Non c’è una posizione del Napoli ufficiale. Queste frasi sono assolutamente incommentabili, gettano fango gratuito sulla città e sulla tifoseria. Lavoro per il club azzurro da 14 anni e valutazioni del genere non ne ho mai ascoltate. Credo che possano esserci estremi per una querela, sia da parte del Napoli che da parte del sindaco. L’impatto di queste parole è troppo forte e non può essere ignorato. Il Napoli tra l’altro ha già depositato il contratto e dall’1 luglio dovrà mettersi a disposizione del club. Finora ha detto di non aver firmato il contratto, ora ha cambiato strategia e ha pensato bene di denigrare la città. Noi abbiamo trattato col giocatore e anche con una serie di professionisti che lo hanno assistito“.

Intanto sui social media è esploso lo sdegno, misto a un feroce sarcasmo. Non solo dei napoletani, non soltanto dei campani, ma di un nutrito numero di italiani. Da Nord a Sud. Perché se quell’articolo riporta il vero, la faccenda è parecchio grave.

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