Samuel e Mannarino: Ultra Pharum è il primo frutto del sodalizio

I due artisti uniscono i loro differenti universi sonori in un brano che racconta di migranti e viaggiatori

Mannarino e Samuel: due talenti made in Italy uniscono i rispettivi mondi espressivi e il primo frutto di questo sodalizio artistico è Ultra Pharum, un brano scritto e registrato a bordo del RedBull Studio Mobile, in uscita oggi lunedì 12 marzo su tutte le piattaforme digitali.

Samuel Romano e Mannarino hanno trovato un punto di incontro sulla costa di Castellammare del Golfo, in Sicilia, dove l’ex cantante dei Subsonica ha scelto di portare lo studio di registrazione mobile: “Poter andare a scrivere una canzone di fronte al mare – racconta – è un sogno che si avvera. E’ esattamente come stare in uno studio vero, la differenza è che quando esci da quella porta ti trovi di fronte ad uno scenario che hai scelto tu”. Non solo: “portare la musica in mezzo alla vita – aggiunge – ti aiuta ancora di più a portare la vita nella musica, perché chi scrive canzoni racconta la vita degli esseri umani“.

Samuel ha invitato Alessandro Mannarino a condividere una parte di questo viaggio perchéha saputo trasportare lo spirito della canzone italiana all’interno di ritmi provenienti da tutto il mondo. Appartiene a un mondo molto diverso dal mio e volevo confrontarmi con lui proprio per questo. Cercare i linguaggi possibili tra le nostre differenze. Ho scelto di scrivere in Sicilia, luogo di scambio tra etnie diverse che nel tempo ha generato una stratificazione culturale. Terra molto stimolante per creare“.

Ultra Pharum è dunque una canzone scritta a quattro mani, ma anche un ponte tra due differenti universi sonori: “All’inizio – ammette Mannarino – c’è sempre la paura che la tua identità venga minata dall’altro, di perdere ciò che è tuo. L’incontro è perdere qualcosa di tuo, ma è anche acquistare qualcosa che non avevi“.

“Ultra Pharum” (“oltre il faro” in latino) è il nome antico dell’isola, utilizzato durante il Regno delle Due Sicilie per indicare la parte insulare del regno. Ed è proprio “oltre il faro” che, ancora oggi, si raccolgono infinite storie di migranti e viaggiatori, quella porta che unisce e separa l’Europa dall’Africa e che fa incontrare civiltà e popoli diversi che guardano allo stesso mare. Ed è da queste riflessioni che nasce il testo della canzone (questo il link per ascoltarla su Spotify).

Foto by Ufficio Stampa

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