Bollette luce non pagate, ecco cosa sta succedendo

L'aumento compreso fra i 30 e i 35 euro è una bufala, ma chi è in regola dovrà davvero coprire i "buchi" causati dai morosi

Anche voi avete ricevuto via Whatsapp il messaggio in cui si annuncia che nelle bollette dell’energia elettrica del prossimo aprile ci saranno rincari compresi fra i 30 e i 35 euro finalizzati a “per coprire i milioni di euro accumulati dai morosi“? La buona notizia è che si tratta di una bufala, la cattiva notizia è che, a seguito degli oneri di sistema non riscossi dalle agenzie di vendita, si è venuta a creare una situazione decisamente spiacevole. Ma andiamo con ordine.

Dopo una sentenza del Consiglio di Stato, l’Autorità per l’energia elettrica, gas e rifiuti (Arera) ha firmato una delibera in cui si annuncia che la cifra stimata di 200 milioni di euro che i clienti morosi non pagano dal gennaio 2016 sarà coperta in parte, per quanto riguarda gli oneri generali di sistema, non dalle aziende fornitrici bensì dagli utenti. Gli oneri generali di sistema sono una parte delle spese fisse in bolletta, in cui è compresa anche quella più ingente, cioè la A3, relativa al finanziamento per gli incentivi alle fonti rinnovabili.

Gli oneri pagati in bolletta non vanno direttamente al gestore che fornisce l’energia ma alle aziende di distribuzione, che a loro volta hanno il dovere di versarli alla Cassa per i servizi energetici ambientali (Csea) e al Gestore dei servizi energetici (Gse). I distributori, però, in caso di bollette non pagate non riescono ad avere i soldi anticipati ai venditori e di conseguenza rischiano di chiudere.

In una precedente delibera l’Arera aveva imposto la copertura delle cifre non pagate ai venditori anziché gli utenti finali, ma il Consiglio di Stato l’ha annullata. Ecco come siamo arrivati al provvedimento di cui sopra. E’ vero, quindi, che chi è in regola dovrà pagare di più per coprire il debito causato dai morosi; non è vero che tale aumento arriverà ad aprile e che sarà pari a 30-35 euro. L’Arera ha garantito che si tratterà di cifre molto più basse e che passerà almeno un anno. Certo, è lecito indignarsi perché siamo dinanzi a un’ingiustizia bella e buona, a prescindere da quanto stabilisce la giurisprudenza amministrativa.

Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra, quindi non è detta ancora l’ultima parola: “Fake news ed iniziative allarmistiche – afferma Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – non aiutano a risolvere la questione venutasi a creare a seguito degli oneri di sistema non riscossi dalle agenzie di vendita. Non è la Procura che può risolvere la questione né il Tar, ma un intervento legislativo, come quello delle bollette a 28gg., scaturito dal confronto tra Associazioni Consumatori e Autorità di regolazione per Energia reti e Ambiente, alla quale abbiamo chiesto da subito un incontro. È con l’Arera che vanno chiariti innanzitutto entità economica e numerica, attuale e futura, e definiti i correttivi da mettere in campo per evitare che a pagare siano sempre i consumatori finali e onesti“. Per la fatturazione a 28 giorni la battaglia è stata vinta. Speriamo bene.

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