Appalti rifiuti, Roberto De Luca si è dimesso ma nega tutto

De Luca junior lascia l'assessorato al Bilancio del Comune di Salerno ma intanto i giornalisti che hanno realizzato il video sono indagati per induzione alla corruzione

Ho ricevuto attestati di stima e solidarietà, anche da tanti avversari politici, dopo la vicenda oscura in cui sono stato coinvolto. È chiaro a tutti che è stata messa in piedi una provocazione vergognosa. Ma non intendo offrire alibi a nessuno, né pretesti per operazioni di aggressione politica. Quindi rimetto il mio mandato di assessore al Comune di Salerno“: queste le parole pronunciate poche ore fa da Roberto De Luca, indagato per corruzione dalla procura di Napoli in seguito alla videoinchiesta della testata giornalistica Fanpage su presunti casi di tangenti nella gestione degli appalti per i rifiuti in Campania. Il figlio del Governatore della regione in questione si è dimesso da assessore al Bilancio del Comune di Salerno; lo ha annunciato lui stesso, partecipando inaspettatamente a un convegno nella sua città.

La vicenda, però, si sta rivelando ancora più complessa e spinosa di quanto potesse sembrare. Perché è ancora tutto da dimostrare, perché in ballo ci sono diversi altri nomi. Perché il direttore di Fanpage Francesco Piccinini e il cronista Sacha Biazzo sono indagati per induzione alla corruzione: “Tutto questo – ha dichiarato Piccinini – è assurdo, abbiamo messo a repentaglio la nostra incolumità per questa inchiesta e ora ci ritroviamo indagati. Abbiamo messo una telecamera addosso a un ex boss dei rifiuti mandandolo in giro per l’Italia a incontrare industriali e politici per prendere accordi in cambio di tangenti. Noi abbiamo fatto questo nell’ambito di un’inchiesta giornalistica. È chiaro che non abbiamo smaltito rifiuti né preso soldi“.

Matteo Renzi, intanto, continua a non pronunciarsi sul caso che vede protagonista Roberto De Luca. Non ha annullato l’intervista programmata per la giornata di ieri, sabato 18 febbraio, proprio nella redazione di Fanpage. Dinanzi alle ovvie domande dei giornalisti, ha risposto: “Penso che abbiate il diritto e il dovere di dimostrare la vostra innocenza. Non posso commentare finché c’è una indagine della magistratura che riguarda anche voi. Finché c’è la magistratura i politici è meglio che tacciano. E questo vale anche per voi“.

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