Pamela Mastropietro, l’articolo di Fabrizio Caccia è stato rimosso

Fabrizio Caccia, inviato del Corsera, ha raccontato dell'uomo che ha dato a Pamela i soldi per un dose in cambio di sesso. Ma i toni usati dal giornalista non sono piaciuti e l'articolo è scomparso

Difficile stabilire se Il Corriere della Sera abbia sbagliato più nel pubblicare l’articolo di Fabrizio Caccia su Pamela Mastropietro oppure nel rimuoverlo dopo aver constatato che il fiume di critiche e sdegno stava per straripare. E comunque, lo sdegno, non andrà certamente via insieme al pezzo. Purtroppo o per fortuna, non sempre un semplice click risolve il problema. E il prestigioso Corsera, insieme all’inviato Caccia, stavolta hanno superato davvero i limiti della decenza. Paradossalmente, proprio per rincorrere quei click che sono diventati vitali ma che non dovrebbero essere la priorità assoluta.

L’inviato Fabrizio Caccia ha, anzi aveva, dedicato un lungo e dettagliato articolo all’uomo 45enne che ha conosciuto Pamela Mastropietro a Macerata il 29 gennaio, poco prima che fosse ammazzata, fatta a pezzi e messa in una valigia. Una piccola valigia se la trascinava dietro, la 18enne Pamela, appena fuggita dalla comunità per tossicodipendenti dove era rimasta 3 mesi. L’inviato Caccia descrive l’accaduto come se stesse lavorando alla sceneggiatura di un film, alla stesura di un libro. Ci mette poesia, invece di rendere lo squallore. Racconta dell’uomo che, porello, adesso pensa a Pamela tutti i giorni. Lui, che s’è preso il sesso in cambio dei 50 euro per una dose.

Gustatevi il talento e la grande umanità dell’inviato Caccia: “È in quel momento che le loro strade s’incontrano: lui è magro, alto, affilato, la barba hipster, la pelle bianca, va spesso a Corridonia con la sua auto. Ci va a trovare la sorella, che lì ha la casa e anche un esercizio commerciale. Così, vede Pamela che avanza a passi svelti sul ciglio della strada, si ferma, lei sale, ripartono insieme sull’utilitaria bianca…“.

Pamela “ha con sé soltanto la sua bellezza e decide di venderla a lui“, riporta il poetico inviato Caccia. “Lui” la porta in un garage, fa quello che deve fare, le molla il compenso pattuito, poi l’accompagna alla stazione di Piediripa e la lascia lì. Adesso, ci spiega l’inviato Caccia, è in preda ai rimorsi. Sta male. Si tormenta. Mannaggia. “È atroce, atroce. Credete forse che non ci pensi? Non bestemmiate, per favore“, dice all’inviato Caccia. E l’inviato Caccia, magari compiacendosi della sua penna, mette nero su bianco.

Signori del prestigioso Corsera, quel pezzo doveva restare là. I lettori hanno il diritto di leggere ed esprimere qualsiasi opinione. Cancellare è da vigliacchi. Oltre che da ingenui.

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