La pizza napoletana è patrimonio dell’Unesco

Voto unanime del Comitato di governo dell'Unesco: l'arte del pizzaiolo napoletano ha ottenuto il prestigioso riconoscimento

La decisione è arrivata nella notte fra il 6 e il 7 dicembre dal Consiglio dell’Unesco riunito a Jeju, nella Corea del Sud: con voto unanime del dodicesimo Comitato di governo, la pizza napoletana, anzi più precisamente l’arte del pizzaiolo napoletano, è finalmente patrimonio dell’umanità. Per i festeggiamenti ufficiali bisogna attendere il 9 dicembre, data in cui si concluderà quest’ultima sessione, ma è ormai è fatta.

Vittoria! – ha twittato entusiasta il il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina – Identità enogastronomica italiana sempre più tutelata nel mondo“. I negoziati internazionali sono durati ben 8 anni, ma alla fine l’Unesco ha riconosciuto che la creatività alimentare della comunità napoletana è unica al mondo.

Il know-how culinario – si legge nella decisione – legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaioli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da ‘palcoscenico’ durante il processo di produzione della pizza“. Uno splendido rito che avviene in “un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale“.

Nel momento in cui scriviamo, l’hashtag #pizza è primo nella classifica dei Twitter Trends Italia. Gli italiani cinguettano felici e orgogliosi, a Napoli sono impazziti dalla gioia e non manca un’abbondante dose di campanilismo; si moltiplicano, cioè, commenti di questo tipo: “La #pizza patrimonio dell’UNESCO è una vittoria della Campania e soprattutto di Napoli, non italiana“. Un punto di vista non condiviso da tutti. “E’ un risultato straordinato – commenta il presidente di Coldiretti Moncalvo – alla vigilia di un 2018 che è stato proclamato l’anno internazionale del cibo italiano nel mondo“.

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