Millennials italiani e startup, il binomio ideale

La generazione Y guarda con crescente interesse alle start up e sempre più spesso tenta la strada dell’imprenditorialità

I Millennials italiani guardano con crescente interesse alle startup e sempre più spesso tentano la strada dell’imprenditorialità. E’ quanto emerge dall’edizione 2017 dell’Universum Talent survey, che ha coinvolto quasi 39mila studenti del nostro Paese prossimi all’ingresso nel mondo del lavoro. Il suddetto fenomeno riguarda un membro della generazione Y su due e il motivo è presto spiegato: i giovani desiderano avere un ruolo nel sistema e desiderano lavorare in un ambiente meritocratico che consenta loro di imparare rapidamente e altrettanto rapidamente vedere risultati. L’idea di creare una società propria, considerando il panorama attuale che non sempre è incoraggiante (anzi), sembra quindi la soluzione più concreta. Sì, perché la prospettiva di lavorare per una azienda nelle vesti di dipendente, di contro, fa il paio con il timore di non avere opportunità di crescita e svolgere mansioni in cui non ci si riconosce e prive di una concreta stabilità. Ecco perché ai datori di lavoro i giovani chiedono autenticità, trasparenza e onestà.

Più in generale i Millennials cercano un posto di lavoro stimolante, in un ambiente dinamico; sperano che il percorso di carriera sia chiaro e la busta paga soddisfacente. Passando però dalla teoria ai fatti, in molti casi i Millennials riferiscono di trovarsi alle prese con gerarchie rigide e stili di gestione obsoleti. Il 46%, inoltre, ritiene che i manager non sempre sia sulla stessa lunghezza d’onda per quanto concerne l’uso della tecnologia.

Se in passato – ha commentato Claudia Tattanelli, Chairman dello strategic board di Universum, società leader nell’employer branding – il prestigio di una società è sempre stato il driver di attrattività più importante per i neolaureati nella scelta del loro primo impiego, oggi non lo è più. Le nuove generazioni sono attratte dalla cultura lavorativa di un’azienda e in particolare da quelle culture dove il rispetto delle opinioni e l’apertura a nuove idee permettono loro di sentirsi a casa anche se al lavoro. Queste società sanno descrivere bene la propria cultura lavorativa come, per esempio, sa fare Google ottenendo un netto vantaggio nell’attrarre e trattenere talenti”.

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