Quali sono le più grandi paure dei ventenni?

Dimenticare lo smartphone a casa, vedere il navigatore che ricalcola il percorso, perdere l'autobus e...? Scopri le 20 situazioni che più spaventano i ragazzi di oggi

Premessa fondamentale: parliamo di Paesi tutto sommato benestanti, come l’Italia. I Paesi poveri sono decisamente un’altra cosa. Ebbene Htc, azienda operante nel settore della tecnologia, ha commissionato uno studio a un’equipe di ricercatori della Goldsmiths University per capire quali siano le 20 più grandi paure dei ventenni di oggi. E confrontarle poi con chi aveva vent’anni nel 1997. Se in questo secondo caso ci si preoccupava soprattutto di avere una relazione felice, di guadagnare abbastanza per pagare l’affitto, le bollette e se ci scappava pure una vacanza; se motivo d’ansia era la possibilità di mettere i soldi da parte per comprare una casa, adesso il quadro generale è cambiato nettamente. E lascia un tantino perplessi.

Sì, perché ora i ventenni nutrono paure di tutt’altro genere. Per l’esempio l’idea di dover restare a casa perché si aspetta una consegna ma si ignora l’orario in cui il corriere citofonerà, è fonte di grande nervosismo. Per esempio i ragazzi del nostro tempo hanno il terrore di lasciare il telefono a casa (ma ce l’hanno un po’ tutti, bisogna ammetterlo) e dimenticare username e password per accedere ai vari account. Per esempio ritrovarsi in un hotel senza Wi-Fi è una situazione che può gettarli nel panico, e lo stesso dicasi dell’attesa troppo lunga relativa al caricamento dei film in streaming.

I Millennials più giovani (non si dimentichi che della generazione Y fanno parte i nati tra il 1980 e il 2000) impazziscono quando non trovano il telecomando della Tv e sta per iniziare il loro programma preferito, fanno fatica a controllare i nervi quando la carta igienica finisce e contemporaneamente si rendono conto di non averla ricomprata. Temono di ritrovarsi a rincorrere l’autobus o il treno e/o vedere le porte che inesorabili si chiudono davanti ai loro occhi. Sentono tremare le gambe quando il navigatore satellitare comincia a ricalcolare il percorso. Ma soprattutto, il loro cuore accelera come un matto quando realizzano che quel messaggio inviato tramite chat è stato letto dal destinatario. Il quale, però, non ha risposto.

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